lunedì 11 dicembre 2017

Il Nola cambia gomme e ritrova il sorriso (ovvero i purtualli fraciti che acconciano la vocca e altre stupidaggini)


Finalmente. Il Nola torna a vincere. Finalmente ritornano a parlare gli spalti dello Sporting. Raccontando “le cose belle nostre”, quelle che ci piacciono a noi (vero Antonio Piccolo) e che poi caratterizzano il mondo dei campetti (come lo Sporting) di provincia. Da Nord a Sud. Noi il degrado ce lo portiamo dentro. E lo portiamo sugli spalti. Fieri e orgogliosi.

Comunque, sempre se non lo sapete già, il Nola ha vinto 1 a 0 contro l’Eclanese. Gol del nuovo acquisto (e che acquisto) Mimmo Olivieri.


O FRIDD NGUOLL. Ma veramente però. Ci vuole coraggio (e tanta tanta passione) per andare a vedere una partita del campionato di Eccellenza con temperature vicine allo zero. Siamo tutti morti assiderati. Molti, gli ultimi quindici minuti hanno visto la partita in piedi perché da seduti proprio non si riusciva. Tranne “Sastiano” ovviamente. Rimasto seduto al suo posto senza muoversi di un centimetro. Menzione d’onore per la resistenza al gelo: Palmira Foglia (unica donna sempre presente) e don Paolo Nappi (che nonostante l’età non si perde una partita). 


RICHIESTE AGLI ASSESSORI DI COMPETENZA. O chi per essi. Ecco visto che uno si trova a chiedere, magari quando farete la tribuna coperta, visto che ci troviamo, la possiamo fare con riscaldamento incorporato. Magari con dei sediolini a riscaldamento autonomo. 


LA COLONNA SONORA 1. Le casse di fronte gli spalti hanno consentito a tutti di ascoltare la musica e le formazioni. Che comunque qualcuno già spacciava abusivamente sugli smartphone della tribuna. Nonostante l’assenza di Gaetano Ruoppo causa influenza sono comunque arrivate a destinazione. Come e inviate da chi niusciun o sap… Noi però ti ringraziamo a prescindere.


LA COLONNA SONORA 2. Quella originale (cantata a cappella di c****) un po’ a tutti ci manca. Mi faccio portatore di più richieste. Ora io rispetto certe scelte. Però un pochino la mancanza si sente. Sapevatelo. Mo’ decidete voi. Quando volete vi aspettiamo, noi là stiamo…


"RACCHETTAPALLE". E stavolta è proprio così. E almeno ci siamo fatti una piacevole risata. E poi ai bambini si perdona sempre tutto. Però la prossima volta prima di "racchettare" una palla, almeno aspettiamo che esce dal campo. Complimenti alla sportività dell’Elcanese.


CAMBIO GOMME. Gli ingranaggi cominciano finalmente a girare. Merito anche delle gomme nuove. Olivieri (Mimmo) non si discute. E finalmente a Nola abbiamo visto un centrocampista come non se ne vedevano da un po’ di anni. Se poi all’esordio fai pure gol…


PAR CONDICIO. Vabbè, ma a questo punto perché solo Olivieri. Accattamc pure a Franzese e Tufano. Così a Nola nisciun se pigl collera.


L’ARBITRO DEVE MORIRE. Imprecazione che parte all’intrasatta per un calcio di rigore non concesso. La tribuna protesta e allora viene corretto il tiro: arbitro devi avere un’indigestione la vigilia di Natale. Ecco, così va meglio.


O PURTUALL FRACITO ACCONCIA A VOCCA. La frase viene ripetuta così tante volte che oramai è quasi un must della tribuna nord. Viene ripetuta tipo un mantra. Come i torroncini. Che però questa volta diventano ‘bonbon al cioccolato ripiene di granella di nocciole’. Stiamo alzando il livello. Ora già sapete la prossima volta come vi dovete comportare. Vi tengo d’occhio.


COLOOOOOONNA (BENEDETTA DELL'INCORONETA). Ogni domenica un tifoso si mangia veloce veloce la braciola, va allo stadio e sa che Colonna gli farà buttare il sangue e bestemmiare tutti i santi del calendario. Ma dove sta scritto che uno si deve intossicare in questo modo. Dove!!! Vabbuò, è ancora criaturo, quello deve crescere. E un poco, ahimé, è pure il cognome che si presta. Però… e una volta sbaglia incredibilmente gol già fatti, e un’altra fa tutto benissimo, tipo saltare in velocità tre avversari, per poi perdersi al momento dell’ultimo passaggio. E po**a misera, po**a. Ciò detto, la "potenz(ialità)" non si discute assolutamente ma è l’ ”atto” finale che rovina sempre tutto.  Il ragazzo si farà, non ci sono dubbi. Ovviamente non prima di averci fatto buttare l'anima. Quindi prima "si fa" meglio è per la nostra salute.


LA  PRIMA LEGGE DEL NOLA CALCIO 2017/18. Non importa quante occasioni gol nitide la squadra riesce a creare. Alla fine vince sempre con un gol di scarto. Le coronarie degli spettatori ringraziano con affetto.


LA  SECONDA LEGGE DEL NOLA CALCIO 2017/18. Non importa quanti gol abbia fatto in precedenza, quando un attaccante arriva a Nola ne sbaglierà almeno il doppio. Alcuni ai limiti di ogni legge della fisica.


L’EX PRESIDENTE. Se fossimo in serie A (o B) e fosse presente Sky, una personal cam (o come si chiamano le telecamere fisse puntate su una persona per tutta la partita) non gliela toglierebbe nessuno. E sono sicuro che vincerebbe tutto. Zompa. Iastemma gesticolando. Se la prendo con l’arbitro. Si appende alla rezza almeno una decina di volte. Scuote la rezza altrettante volte. Si inerpica fino al pino. Poi riscende. Poi sale ancora. Poi va avanti e indietro come un animale in gabbia. Ohh! Guarda che uno è in apprensione. Poi  a fine partita lo vedi vicino al punto di defibrillazione con una faccia strana e inquietante. Guarda che noi già teniamo al mister che se la vede brutta ad ogni partita, mo pure cu te davvero nun c’ha putimm fa. E l'hastag #SavelexpresidenteCiccioAllocca è davverto troppo lungo. Quindi, vedi che devi fare.
E comunque, dopo i milioni di km a salire e scendere nel settore ‘prater’ alla fine una domanda: ma quanti chili perde un tarantolato Ciccio Allocca in 90 minuti?


SAVE MISTER LIQUIDATO. Ma una vittoria senza soffrire no? Se domini per 94 minuti e al 95’ nell’unico tiro in porta della squadra avversaria la palla si stampa sul palo… Allora ditelo che lo fate apposta. Per quanto mi riguarda sto seriamente pensando di aprire una pagina facebook e lanciare una petizione su change.org. Anche perché è lo stesso mister che chiede aiuto. Il mister conferma: “Il fegato è bello che andato. Adesso pure il cuore comincia a dare problemi”. E comunque, caro mister, vi prego di fare tutti gli scongiuri possibili e immaginabili. Io non vi voglio portare sulla coscienza (perché siete dal 2008 il mio allenatore preferito). E comunque sì, la vita di un allenatore deve essere davvero una vitaccia. Non ti dico quella di chi allena il Nola... mammamà...


P.S. (old style) Special tanks (nel senso di carrarmati proprio) a chi quando legge… sa.


P.S.2. Piccola precisazione. Potrebbe sembrare che me la prendo sempre con Colonna (noooo, ma quando mai). Il problema è che io, e alcuni tifosi, più intravediamo potenzialità più bestemmiamo e ci incazziamo. Quindi animo Colonna!!! E comunque lo giuro: se oggi è bastone prima o poi arriverà pure la carota. E alla fine si scherza sempre (chi si offende è fetente)


L'ex presidente Ciccio Allocca stravolto a fine gara nei pressi dell'infermeria.
Caro Ciccio, dopo la foto col maglione rosso, questa pure è bellissima...

lunedì 4 dicembre 2017

Fil-otto Nola Città dei Gigli (sugli spalti una sola voce al comando e gli altri stavolta stanno a guardare)



Sono arrivato tardi causa impegno. Al seguito avevo mia figlia che comunque non è semplice gestire. Quindi non è stato facile raccogliere informazioni. Qualcosa (una sola ad onor di cronaca) mi è stata suggerita ma per il resto è tutta farina del mio sacco. Alla fine sono riuscito a portare a casa il risultato.
Le ragazze hanno comunque vinto la loro ottava partita consecutiva in campionato (con un netto 3 a 0). E il primato in classifica resta saldo. Facendo qualche calcolo, a queste 8 gare di campionato dovrebbero aggiungersi 2 sfide di Coppa, e se i conti tornano sono 10 le gare vinte di fila. Mi affido alle memorie storiche: è mai successo nei dieci anni di storia del Nola Città dei Gigli?
Ora, sempre volendo sfruculiare la scaramanzia, mi domando: se (e fate ogni sorta di scongiuro, vi imploro) si superano le dieci vittorie di fila in campionato come la mettete con la foto a fine partita? Eh, eh…

O fridd… nguorp. Se fuori piove e fa freddo, dentro al Palazzetto fischia il vento e infuria la bufera. Proprio.

The winter is coming… ma Prisco se ne fotte. E proprio per questo va dato un premio al coraggio di Giovanna “Frozen” Prisco. Unica tra le locali a non indossare calzamaglie o manicotti o altro materiale antigelo. Vada per le avversarie che non lo sanno e quindi restano fregate, ma lei no, Prisco ben conosce i rigidi inverni del PalaMerliano ma lancia la sua sfida: “da oggi il freddo è casa mia” (cit. Elsa). Brrrr. Rabbrividiamo. Noi per lei.

Elementi di disturbo. Il professore viene accusato di essere elemento destabilizzante. Il nocciolo duro della tifoseria accusa malamente il colpo. AAA capessa/e ultras cercasi: ma dove siete finite. Senza i vostri cori non è la stessa cosa vi prego, vi supplico, vi imploro: tornate quelli di sempre e in fretta.

Strascichi post partita (del Napoli). Nonostante la vittoria non è stato il miglior Nola Città dei Gigli. E così dagli spalti qualcuno ha fatto sentire il proprio disappunto. “Aòòòòò… Ccà già magg’ ntussecato aier e teng pure a stu juventin aret”. Indovinate chi è (sia l’intossicato che lo juventino).

Un uomo solo al comando. Nonostante l’età è uno che non molla mai. Il suo grido di battaglia fa vibrare ogni volta le mura del palazzetto. Prendete esempio.

Droza fa le faccine. L’urlo di don Ciccio Casoria “aaaaaaaaaaaaa Nolaaaaaa” terrorizza pure l’occidente. E l’espressione sul volto di Droza ogni volta vale più di mille parole. E io adoro la magnifica forza espressiva di quando Drozina fa le faccine (cit. Sofia).  

Il piccolo adesivo bianco. Posso fare una domanda? Cos’è quel piccolo adesivo bianco in petto alla Drozina? E’ tipo una fascia di capitano? Serve a coprire un piccolo strappo? Chi mi svela l’arcano? Ovviamente chiedo scusa se è ho scritto na strunzat (portate pazienza e abbiate pietà di me)…

Una donna assistant coach. E’ la prima volta che ne vedo una. Pure le ragazze USA erano guidate da un trio tutto al maschile. E allora, in un mondo (quello tecnico) dove il maschio ancora domanda pure è una notizia. Assai lieta.

Ritardatari. “Scusate, ho fatto tardi. Stavo a casa a vedere se il Napoli pareggiava” (cit. A. F.). E parte l’ovazione del pubblico.

Il loggione. A chi si ostina a venire al PalaSpork (io l’ho beccato già due volte) ma si nasconde nell’ombra del loggione.  Primo: se non vieni in tribuna non ti mangi i torroncini. Secondo: la prossima volta che ti vedo lo dico a Rosa che ti chiama col megafono a te e alla tua gentile metà. OK!!!

Le dediche. Complimenti per la marcia di Radetzski. Era proprio difficile (scusate ma mi dite chi è l’addetto alla compilation?). L’Aida capisco sia più difficile da trovare, quindi siete scusati. Mia figlia Sofia ha particolarmente gradito “Occidentalis Karma”. Il sogno resta una marcetta. Indovinate quale (o chiedete ad Andrea Foglia se sa qual è).

Il “lalastico”.  Tutte le ragazze hanno un elastico per i capelli. Se ne è accorta da tempo pure mia figlia Sofia (i suoi capelli ricci ne obbligano il quotidiano utilizzo). Ora c’è un motivo per cui tutte hanno un elastico nero tranne Drozina e Pericolo che ce l’hanno fucsia (eh eh ho controllato una ad una). Premsssa che il fucsia è più carino, che facciamo OMOLOGHIAMO?  

Tonia De Martino e i tatuaggi nascosti 2. Cioè io davvero non ci posso pensare. Ma come, uno durante un’intervista si prepara una domanda sul tatuaggio sulla gamba della De Martino. Ne viene fuori una bella discussione filosofica sua massimi sistemi (che leggerete poi perchè, sì, sono riuscito a intervistare Tonia). E il giorno dopo l’intervista scopro dalle foto di ProDucktion che esiste un altro tatuaggio sul braccio e nessuno se ne era accorto. E che sfac****. Allora dillo che lo hai fatto apposta. Ora che mi rappresenta questo tatuaggio? E’ recente? Cos’è una specia di fata-farfalla? Che faccio lancio un altra volta il contest: indovina il secondo tatuaggio di Tonia De Martino? L’eterno ritorno proprio. 

Il (grand)angolo. Ora che lo so e ci ho fatto caso posso dirvelo: è vero. La posizione scelta è perfetta. Complimenti ad entrambi. Onorato di questo segreto... zitt a chi sap o fatt.

Compiti a casa. Scrivi cento volte sul quaderno: mai più aspettare delle ragazze che si fanno la doccia dopo una partita; mai più aspettare delle ragazze che si fanno la doccia dopo una partita; MAI PIU’…

Le bestemmie. Quelle del vicepresidente/essa. Prima sicuro e qualche volte pure dopo, che viene pubblicato ogni articolo, o come si volete chiamare queste robe che scrivo, sul Nola Città dei Gigli. “L’avessra sapè 1” (cit. ‘Changthangi’*)

La scemitaggine. Di chi pensa che mi sia stato chiesto di fare questi pezzi. L’idea è venuta a me. “L’avessra sapè 2” (cit. ‘Changthangi’*)

* Nome utilizzato per non violare le norme di copyright... per quando (e se mai) succederà.

PS. Chiedo umilmente scusa al prof per non aver dato il giusto risalto alle sua performance sugli spalti. La prossima volta accetto il consiglio e lascio la bambina a casa ma questa volta proprio non potevo (la prossima volta ci parlate voi con mia moglie). La prossima volta che sarete di nuovo tra il pubblico giuro faccio un articolo col titolo “Una partita con il prof”. Va bene?

Giovanna "Frozen" Prisco. La giocatrice che con coraggio ha sfidato il clima polare del PalaMerliano

giovedì 30 novembre 2017

Nola Città dei Gigli sette bellezze (titolo vintage per una tifoseria vintage che intona cori vintage)



Pure questa volta, questo pezzo poteva essere un’intervista. Ma non lo è stato (fortunatamente oso dire altrimenti avrei dormito al Palazzetto). Dunque veloce veloce (come un ‘primo tempo’ di Chiara Palazzolo) passo alla cronaca di un mercoledì di recupero da turno infrasettimanale. In una serata di pioggia. Dopo una giornata di lavoro. E io volevo fare pure l’intervista. Vabbè… Ci sta pure il fatto che le ragazze del Nola Città dei Gigli hanno vinto la loro settima partita consecutiva. Guagliù, ora è ufficiale: si tenta la fuga (grattetevi qualunque cosa, OK).

Politicamente scorretto. Il primo punto è degli scemi. Ma pure il secondo. E il terzo. Il quarto... oh!!!

Da dove vengono? Da Boscotrecase! Che ho scoperto il paese del pollastro allo spiedo. Come Mercato San Severino. Che per uno che sta digiuno alle 9 di sera… Altro che torroncini…

Il ruolo del centrale. Ma quanto caspita si muove il centrale? Ma non si stanca mai? E vai a destra. Salta. E torna al centro. Magari ri-salta. E poi a sinistra. Uaaa…. 

Mai dirmi di scrivere qualcosa. M-A-I. Questa volta ci passo sopra. Allora, una persona ha distribuito qualcosa in tribuna. E mi ha chiesto di citarlo. Guarda, io ho chiesto pure… mi hanno scritto "Gerry* Vincenzo". Mo non lo so… Io già è tanto quello che ho fatto.

Generosità. E comunque, ad onor di cronaca. Il Nola Città dei Gigli si coccola i suoi tifosi. Non solo coi torroncini. Negli intermezzi non manca mai qualche regalino per i più piccini. Mo a Natale, che fate? Io propongo un panettoncino (ecco questa è la volta che abbusco. Da direttore generale e vicepresidente. Sicurissimo).

Lo schiocco come marchio di fabbrica. Qualcuno dia un premio al libero D’Alessio. Magari dei manicotti giallo fluò. E soprattutto mi spieghi come caspita fa a rialzarsi dopo certi tuffi che si sente lo schiocco fino in piazza.

Droza nervosa e incazzata. “No. No.. Mamma mia signò. E che so stì pparole mmocca vuje (cit.)

Cori vintage. Cioè, le prime volte mi avete favorevolmente impressionato. Ma quando qualcuno ha intonato “una Drozina, c’è solo una Drozina” sono tornato indietro nel tempo. E mi sono sentito un “ultras degli anni 90” (cit.)

Cori vintage 2. “Olè olè olè Nola Nola”… Ok, la macchina del tempo proprio. Così siamo a fine anni ’80.

Catarìììììì. Ragazzi vi voglio bene. E mi siete pure assai simpatici. Però questa davvero non si può sentire. Fossi stata in Caterina Vecchione sarei scappata a piangere negli spogliatoi. Bisogna fare attenzione. Certe cose possono segnare a vita un'atleta.

Il cavo. Ma come, uno tesse le lodi (in pubblico e in privato) e voi che fate. Vi perdete per un cavetto. Per non parlare dell’andamento lento… Buuuu. Buuuu. (abbusco sicuro proprio).

Richieste. Restano quelle. Marcia di Radetzky, che è una vera e propria sfida (cioè voglio vedere se davvero lo fate). E l’Aida. Che mi inzama tantissimo.

La solitudine. Anche questa volta non voglio fare nomi. Ma la persona in questione forse capirà. Posso sapere perché ha visto la partita in tribuna sola soletta e lontana da tutti? Cioè, qua circolano foto del 2011 dove stava addirittura in console. E adesso… Mamma mia che fine abbiamo fatto...

La potenza nelle gambe. Ammetto la mia preferenza. Cioè, ma voi avete visto come prepara il salto quando fa il muro la De Martino. Cioè proprio Wille zur Macht (a proposito professore, perché mette in giro voci fasulle sulla sua quasi certa presenza al palazzetto? Queste cose non sono da persona seria quale siete)

PS. * In extremis mi dicono il nome: Gerry Cimmino. Ringraziate che oggi mi sento buono.


lunedì 27 novembre 2017

Nola-Castel San Giorgio: la musica è cambiata (e allora ridiamoci su o almeno proviamoci)



Mi sono divertito? Mmmm…. Mi sono intossicato? Molto. Ma molto. Cioè di più.

12 giornate. 12 punti. 3 punti dall’ultimo posto. 8 gol fatti. Che solo cinque squadre tra Eccellenza e Promozione hanno fatto peggio (con 7 reti realizzate). Eppure il Nola produce gioco. Crea azioni da rete. Quindi qual è il problema? La carne. Esatto. Per fare le salsicce ci vuole la carne. 

LA CAROTA
Nonostante l’emergenza in difesa la squadra ha retto bene. Sfido chiunque a presentarsi in campo con la difesa Vaccaro-Cossentino-Falivene-Gioventù. E a subire gol solo al 94’. In campo i giocatori hanno dato come sempre il massimo. Zaccaro si è preso sulle spalle l’intero peso dell’attacco lottando su ogni pallone. La squadra ha creato anche questa volta almeno 3-4 nitide occasioni da rete.

IL BASTONE
Il carniere è miseramente vacante. Dunque, inutile girarci attorno. Il problema è altrove. La squadra è stata costruita male. Mister Liquidato sta spremendo il materiale a disposizione come dei limoni. L’impressione è che ne abbia ricavato tutto il succo possibile. Che non basta neppure a fare un digerselz. Che pure servirebbe. Rosa corta. Elementi non all’altezza. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.
L’ingresso dei nuovi soci arriva però al momento giusto. E porta tanto entusiasmo. Con tre-quattro innesti la situazione può migliorare.  Se prima era colpa del precedente allenatore. E poi era degli arbitri. Adesso di chi è? Cercasi ammissione di responsabilità (che sarebbe il minimo).

LA MUSICA E’ CAMBIATA
La musica è cambiata allo Sporting Club. Arriva Radio Punto Zero che allieta con il tunz tunz i momenti morti. E legge pure le formazioni.

La musica è cambiata. Peccato che le casse sono posizionate che neppure la “paratoia per regolare il flusso di uno scolo in un corso d'acqua” (va bene!!! Così non mi dite più che sono volgare). Le casse, due, che secondo me gliele ha prestate Feliciano, sono posizionate verso il campo. Dalle tribune laterali l’audio è di una qualità paragonabile a quella di un “organo esterno dell'apparato genito-urinario maschile, a forma di appendice cilindrica inserita nella parte anteriore del perineo”… e di scarsa lunghezza. Non si capisce nulla. Una roba tipo uaeuouaeoero Nola, uaeoero Castel San uaeuaeaoe. Non solo: il nulla ci ha pure l’eco. “Gaetà, ma da dietro le panchine si sentiva?” “Uà, Cenzò. Na bellezza proprio”. E che vuoi commentare. Si spera sia almeno stato a gratis. In una sola parola: GENI!!!

La musica è cambiata. I tifosi vengono accolti con le pastarelle. “Pasquà (Foglia, ndr), dici la verità. Ti sei messo qua vicino perché ti vuoi mangiare tutte le pastarelle”.

La musica è cambiata. Nel prepartita non si parla di stadio e tribuna coperta. Questa volta gli amici mi prendono pure per i fondelli. Cenz, oramai lo sanno tutti. E tu? lo sai chi c’è dietro? E se lo fa? Tu che fai?”. E tutti a ridere. Io pure. Ma per il nervoso. 

La musica è cambiata. Torna Vaccaro titolare. Recuperato in extremis. Questa volta viene schierato al centro della difesa. Considerando che quest’anno ha giocato pure come punta… gli manca solo di fare il portiere

La musica è cambiata. Colonna si divora un gol clamoroso nel primo tempo. Una roba talmente assurda che c’è chi pensa si tratti di un’allucinazione collettiva. E che il Nola abbia segnato e stia conducendo per 1 a 0. Mister Liquidato perde altri 3-4 anni di vita in una frazione di secondo.

La musica è cambiata. Aumentano le dosi di torroncini. Mario C. mostra a tutta la tribuna ogni torroncino che mi dà. Non sia mai che qualcuno osasse pensare che i torroncini se li mangia tutti lui, e io porto la nominata.

La musica è cambiata. Con il piccolo Antonio declassato a raccattapalle, è Mario C. a lanciare i cori. E uno su quattro parte pure.

La musica è cambiata. Sacco e Falanga sono fonte di tutte le bestemmie della tifoseria. Che alla fine uno neppure ci sta su a pensare. Basta pronunciarne solo in nome che a qualcuno parte random il chitammuorto.

La musica è cambiata. Il Nola gioca bene. Ma alla fine perde. Anche questa volta all’ultimo minuto. Dejavù. Nessuno negli spogliatoi però se la prende con l'arbitro.

La musica è cambiata. L’allenatore della squadra avversaria fa i complimenti al Nola. Che ha giocato benissimo. E il risultato più giusto sarebbe stato un altro. E alla fine il mazzo ti brucia il doppio.
La musica è cambiata. Mister Liquidato nel piazzale antistante gli spogliatoi a fine gara è verde di bile. Mi pare il grinch.E per questo lancio un appello ai tifosi con la campagna "Dona anche tu per un fegato nuovo a mister Liquidato". Dobbiamo organizzare una colletta che a fine stagione gli dobbiamo comprare un fegato nuovo. Per la convenzione con qualche ospedale per il trapianto no problem: me la vedo io.

La musica è cambiata. “Cenzò, la vuoi vedere la sede?”. “Eh. Gaetà. Mi serve pure per una foto. La mettiamo sul blog”. “E che vuoi fotografare, la sede?” “Noooo. Meglio a te”. (vedi foto) 

La musica è cambiata. “Che sfaccimma papà. Che sfaccimma papà. Che sfaccimma papà” (cit. C.C.). Ecco cosa succede a lasciare un figlio maschio vedere una partita con il papà e i suoi amici. 
Gaetano. "Vuoi fotografare la sede?" Cenz. "No meglio a te". La sede provvisoria del Nola.